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Informazioni e consigli tecnici

 

STOP all'acqua imbottigliata!

 

Per l’acqua imbottigliata l'uomo che ne consuma in media un litro e mezzo al giorno spende circa 4,0 euro a settimana, con una rilevante incidenza sulla sua spesa settimanale, la terza voce di spesa maggiore dopo pesce e frutta.

Spendiamo quasi 80 euro al mese, in una famiglia, per l'acqua in bottiglia che non è sempre meglio dell'acqua del rubinetto!

 

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Conto Termico 2.0, approvato il testo con i nuovi incentivi

 

Bonus al 65% per le trasformazioni gli immobili in edifici a energia quasi zero

 

È stata raggiunta nella Conferenza Unificata del 20 gennaio l’intesa sul nuovo Conto Termico. Rispetto al decreto del 2012, il nuovo testo, ribattezzato “Conto Termico 2.0”, incentiva un maggior numero di interventi e introduce percentuali di rimborso delle spese più elevate.
 

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Ma non solo, perché il decreto rimanda ad un catalogo di prodotti prequalificati che, se verranno utilizzati, renderanno più semplici le procedure di valutazione delle domande di incentivo.

Su richiesta delle Regioni è stata inserita inoltre la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di prenotare e utilizzare una parte dell’incentivo nel momento in cui individuano l’intervento da realizzare, anche prima di aver appaltato i lavori.

Il decreto deve ora essere pubblicato e in seguito le novità diventeranno operative.

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Come funziona la condensazione

 

Una caldaia convenzionale rilascia nell’atmosfera fumi di scarico ad una temperatura superiore ai 140/160° C.

Essi contengono una quantità elevata di calore sotto forma di vapore acqueo, che è un prodotto della combustione.

Una caldaia a condensazione è in grado di recuperare ed utilizzare tale calore emesso sotto forma di vapore acqueo per il riscaldamento.

 

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Il suo scambiatore di calore è progettato appositamente per abbassare in modo opportuno la temperatura dei fumi di scarico ed ottenere la condensazione del vapore acqueo, che avviene intorno ai 55° C.

Il calore liberato dalla condensazione viene ceduto all'impianto, che dunque dovrà assorbire meno calore per raggiungere la temperatura di mandata, risparmiando in tal modo sui consumi di gas.

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Nuovo Conto Termico, ecco il decreto

accanto ai bonus tradizionali, incentivi al 65% per la trasformazione in 'edificio a energia quasi zero'

 

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Il Nuovo Conto Termico apre ad un maggior numero di interventi, introduce percentuali di incentivo maggiori e procedure più snelle. Al bonus del 40% per i lavori di isolamento termico, sostituzione delle chiusure trasparenti e sostituzione degli impianti di riscaldamento, si aggiungono incentivi per la trasformazione in ‘edificio a energia quasi zero’, l’installazione di tecnologie di building automation e la sostituzione dei sistemi di illuminazione.

 Le novità sono contenute nella bozza di decreto del Nuovo Conto Termico, messa a punto dal Ministero dello Sviluppo dopo la consultazione pubblica conclusa lo scorso 28 febbraio.

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Disaerazione & Defangazione

 

Con il recepimento, da parte dell’Italia, della Direttiva Europea 2005/32/CE, comunemente chiamata Direttiva EuP (Energy-using Products), si è voluta dare una forte spinta al panorama termosanitario nazionale verso il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni. Tra i punti chiave di questa direttiva, compare l’obbligo di utilizzare apparecchiature che riducano i consumi di energia, come, ad esempio, caldaie a condensazione, pompe di calore e circolatori a velocità variabile. Tali dispositivi, sicuramente, garantiscono un forte e reale contenimento dei consumi, ma potrebbero non essere sufficienti, presi singolarmente, a garantire la costanza di questa condizione per tutto il proprio ciclo di vita. Molto spesso si parla, infatti, di riqualificazione di impianti esistenti, cioè installazione di questi prodotti in impianti che hanno rete di distribuzione datata anni ‘70/’80, quando venivano utilizzate tubazioni in ferro, radiatori in acciaio o ghisa, all’interno dei quali, a discapito del risparmio energetico, veniva fatta circolare acqua sovente non trattata e a velocità troppo elevate.

Tutti questi fattori hanno reso gli impianti ricchi di impurità, fanghiglia e piccole particelle ferrose derivanti dalla corrosione. Oggi, questo “sporco” in circolo nell’impianto andrebbe a intaccare le parti sensibili dei nuovi componenti, riducendone così drasticamente le prestazioni.
Nei nuovi impianti, tale situazione appare meno gravosa, ma comunque presente, poiché persiste il fenomeno della corrosione, principale responsabile della presenza di impurità. Un lavaggio periodico dell’impianto è sicuramente un’operazione consigliata, ma non certo definitiva a sanare questa problematica.

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